
In Italia i siti di scommesse legali sono soltanto quelli con concessione ADM. Dopo il riordino del 13 novembre 2025 restano 46 operatori, ciascuno con un solo dominio .it. Fra i concessionari messi a confronto guida Snai, forte di una rete di oltre 1.500 ricevitorie e del prelievo istantaneo su Snai Card. Segue Sisal, che nel 1946 fondò il Totocalcio e oggi appartiene al gruppo Flutter, mentre Lottomatica detiene quattro concessioni attraverso le società controllate. Diverso il caso di 22Bet e 20Bet, operatori del mercato grigio con licenza Curaçao e privi di concessione ADM.
La legalità ha un prezzo. Il circuito ADM offre una tutela concreta: un’unica richiesta di autoesclusione tramite il RUA, la ritenuta fiscale alla fonte e un giudice italiano in caso di controversia. In cambio, i concessionari applicano margini più alti e bonus vincolati a condizioni di gioco. Sui siti Curaçao il margine scende, ma chi vi scommette perde ogni protezione e deve dichiarare da sé le vincite al fisco. Il risparmio sulla quota si paga altrove.
Per la legge italiana i siti di scommesse legali sono soltanto quelli che operano in concessione ADM. Una licenza rilasciata altrove non basta, nemmeno quando la firma un governo. 22Bet e 20Bet, entrambi con licenza Curaçao eGaming e senza concessione ADM, restano fuori dal perimetro delle scommesse legali in Italia pur essendo autorizzati nel proprio ordinamento. Dal riordino del 13 novembre 2025 il quadro è più leggibile di prima. I concessionari sono 46, ciascuno con un solo dominio .it, e chi cerca un elenco di siti di scommesse legali ha davanti un perimetro chiuso, senza marchi paralleli appoggiati alla stessa concessione.
La concessione non è un timbro. Funziona come un contratto con lo Stato, e fra le clausole più concrete ci sono due obblighi verso chi gioca: destinare lo 0,2% dei ricavi al gioco responsabile e applicare limiti di deposito personalizzati. Sul conto si vede subito il secondo, perché il tetto ai versamenti è tarato sul singolo giocatore. Per il primo serve un calcolo. Il GGR è la raccolta al netto delle vincite pagate, cioè quanto resta in cassa agli operatori. Con circa 3,5 miliardi € di GGR, lo 0,2% vale circa 7 milioni € l’anno. Diviso per 46 concessionari fa in media circa 152.000 € a testa.
Sono cifre modeste. Ogni 1.000 € che il settore trattiene, 2 € finiscono nella prevenzione. La somma annua dell’intero comparto coincide con il canone che un solo operatore ha pagato per una singola concessione nel riordino. Rispetto a quanto i concessionari spendono in promozione, il contributo pesa poco. Eppure l’Italia è il primo Paese in Europa con un obbligo del genere, e il principio conta più dell’importo: la tutela del giocatore entra nel bilancio come voce obbligatoria e smette di dipendere dalla buona volontà dell’ufficio marketing.
Il resto della tutela è quello che un sito estero non può dare. Una sola iscrizione al RUA blocca tutti i 46 concessionari, le vincite arrivano già tassate alla fonte e le controversie finiscono davanti al giudice italiano. Questo pacchetto ha un costo, e lo paga chi scommette. Sulla Serie A pre-match Snai lavora con un margine del 5,5–6%, mentre 22Bet si ferma al 2,1% sul calcio di vertice. Quando ci sono, i bonus portano un rollover di 6x, come il Gold Bonus di Snai. Bet365 non ne pubblicizza nessuno, perché il Decreto Dignità del 2018 vieta la pubblicità dei bonus.
Sì, quando il conto è aperto presso un concessionario ADM su dominio .it: le scommesse online legali in Italia passano soltanto da lì. Chi gioca su un sito con licenza estera non commette reato, perché la legge punisce chi organizza la raccolta senza concessione, ma resta senza regolatore italiano e deve dichiarare le vincite.

Per riconoscere i siti di scommesse legali AAMS servono due controlli, e nessuno richiede più di qualche secondo. Nel footer, in fondo alla pagina, il concessionario espone il logo ADM e il numero di concessione GAD: Snai riporta il 16032, Sisal il 16020, Eurobet il 16012. Poi c’è l’indirizzo. Dopo il riordino ogni concessionario opera con un solo dominio .it, quindi lo stesso marchio su un’estensione diversa non corrisponde al sito autorizzato.
Un numero di licenza, da solo, non prova nulla. Conta quale autorità lo ha rilasciato. 22Bet espone una licenza Curaçao eGaming n. 8048/JAZ2017-067, autentica ma emessa da un’altra giurisdizione, e non detiene alcuna concessione ADM. Per le scommesse AAMS legali in Italia vale soltanto l’autorizzazione dell’Agenzia. A chiudere il cerchio aiuta la ragione sociale in calce: dietro Snai compare Snaitech S.p.A., dietro Goldbet GBO Italy S.p.A., controllata del gruppo Lottomatica.
Dietro quel numero c’è oggi un investimento che fino a poco tempo fa non esisteva. Il D.lgs 41/2024, in vigore dal 13 novembre 2025, ha riscritto le regole della raccolta online e ha assegnato 52 concessioni a 46 operatori. Lo scarto fra le due cifre dipende dai gruppi che ne detengono più d’una: Lottomatica ne ha ottenute quattro tramite le controllate. Ogni licenza comporta un canone una tantum di 7 milioni €, contro i circa 200.000 € del regime precedente. Il prezzo d’ingresso è cresciuto di 35 volte, e all’Erario il riordino porta 322 milioni €.
Il mercato si è ristretto ed è diventato più caro. Per chi apre un conto, il cambiamento più rilevante riguarda il modo in cui ogni operatore si presenta online.
| Voce | Regime precedente | Dopo il riordino |
|---|---|---|
| Canone di concessione | circa 200.000 € | 7 milioni € una tantum |
| Concessioni assegnate | — | 52 |
| Brand legali | oltre 90 | 46 |
| Domini per operatore | più di uno, tramite skin | uno, .it |
| Durata dell’ammortamento | — | 9 anni |
Con un canone trentacinque volte più alto, i marchi legali si sono quasi dimezzati e il mercato si è concentrato in poche mani. Per lo scommettitore l’effetto più concreto è la semplicità del controllo. Un operatore, un dominio, un numero di concessione: se uno dei tre elementi non torna, il sito non appartiene al circuito ADM.
I 7 milioni € non spariscono dal bilancio dell’operatore. Il canone viene ammortizzato in 9 anni, quindi circa 777.778 € l’anno per ciascuna licenza: ogni esercizio pesa quasi quattro volte l’intero canone del vecchio regime. Parte di quel costo finisce sulle quote. Il payout della Serie A è stimato in calo di 0,3–0,5 punti percentuali rispetto al 2024, cioè 30–50 centesimi in meno restituiti ogni 100 € giocati. Su 2.000 € puntati in una stagione si perdono 6–10 €. La cifra è modesta, eppure esce comunque dalle tasche di chi scommette.
Sono la stessa autorità sotto due nomi: AAMS è la denominazione precedente, ADM quella attuale, tanto che Snai indica la propria licenza come «ADM (ex AAMS)». Per chi gioca la differenza è solo nominale: un logo con la vecchia sigla non rende illegale il sito, e nessuna delle due sigle sostituisce il numero di concessione.
Una volta verificato il numero di concessione, la scelta di un’agenzia di scommesse legale dipende da quote, prelievi e condizioni dei bonus. Il mercato in cui si sceglie è molto più stretto di prima. Con l’abolizione del modello skin hanno chiuso circa 350 sotto-piattaforme e i brand legali sono scesi da oltre 90 a 46. Quasi la metà è sparita. A pesare davvero sono quattro gruppi: Lottomatica, Flutter/Sisal, Entain/Eurobet e Playtech/Snai raccolgono da soli oltre metà della spesa online.
Questa concentrazione si vede nei prezzi. Sulla Serie A pre-match i margini dei concessionari vanno dal 4,5% di Bet365 al 6,5% di Sisal e Lottomatica, una forbice di due punti percentuali. Snai, Sisal, Lottomatica, Eurobet, Goldbet, Betflag, Bet365 e Betfair Italia sono vigilati da ADM, e la vigilanza ha un costo visibile al giocatore: bonus vincolati a rollover fino a 6x, una puntata minima di 2 € che Snai indica come limite regolamentare ADM e, nel caso di Bet365, nessun bonus di benvenuto esposto. 22Bet e 20Bet operano con licenza Curaçao, senza concessione ADM. Offrono margini più bassi, al prezzo di nessun regolatore italiano, nessun accesso al RUA e vincite da dichiarare in proprio.
Del bonus conta la cifra di facciata, ma il rollover che la ridimensiona va letto operatore per operatore.
| Operatore | Licenza | Deposito minimo | Tempi di prelievo | Bonus | Elemento distintivo |
|---|---|---|---|---|---|
| Snai | ADM, GAD 16032 | 5 € (PostePay, bonifico) | istantaneo su Snai Card; 2–3 giorni su carta | fino a 1.010 €, rollover 6x | oltre 1.500 ricevitorie |
| Sisal | ADM, GAD 16020 | 1 € in ricevitoria; 10 € online | 2–5 giorni su carta; contanti fino a 999 € | fino a 350 €, rollover 6x | 45.000 punti vendita |
| Lottomatica | ADM, GAD 16010 | 10 € (20 € per il bonus) | immediato su Lottomaticard; 2–5 giorni su carta | fino a 2.050 €, rollover 1x e 6x | quattro concessioni tramite le controllate |
| Eurobet | ADM, GAD 16012 | 5 € (bollettino, ricarica) | 24–48 ore su PayPal; 2–10 giorni su Visa | 42 € senza deposito + fino a 1.000 € | oltre 5.500 mercati per partita nei grandi eventi |
| Goldbet | ADM, GAD 16017 | 2 € (voucher, Lottomaticard) | immediato su voucher; 2–5 giorni su Visa | 50 € + rimborso + fino a 2.000 €, rollover 6x | margine Serie A 5–5,5% |
| Betflag | ADM, GAD 16008 | 1 € (Ricarica Betflag) | immediato su Visa; 3–5 giorni su bonifico | fino a 1.015 €, rollover 1x | puntata minima 1 € |
| Bet365 | ADM, GAD 16030 | 5 € | immediato su Skrill e Neteller; 24 ore su carta | — | margine Serie A 4,5–5,5% |
| Betfair Italia | ADM, concessione dedicata | 5 € | 24–48 ore su e-wallet; 2–4 giorni su Visa | 50 € in freebet | unico betting exchange sotto ADM |
| 22Bet | Curaçao 8048/JAZ2017-067, senza ADM | 1 € | 15 minuti–24 ore su e-wallet e cripto | fino a 122 €, rollover 5x | margine calcio di primo livello 2,1% |
| 20Bet | Curaçao 8048/JAZ, senza ADM | 1 € in cripto; 10 € con carta | 15 minuti su cripto; 3–5 giorni su Visa | fino a 100 €, rollover 5x | margine Serie A 4–5% |
Sul deposito minimo, 1 € accomuna Sisal in ricevitoria, Betflag con la sua ricarica e i due siti Curaçao: l’importo d’ingresso non dice nulla sulla sicurezza del conto. Fra i concessionari i prelievi più veloci passano per strumenti propri come Snai Card, Lottomaticard e i voucher Goldbet, oppure per gli e-wallet. Su carta pagano entro 24 ore soltanto Betflag e Bet365. Le cifre dei bonus vanno lette con il rollover accanto, e lì le distanze fra un operatore e l’altro si allargano molto.
Snaitech S.p.A., con sede a Porcari (LU) e parte del gruppo Playtech plc dell’Isola di Man, opera con la concessione GAD n. 16032 ed è titolare della nuova concessione assegnata con il D.lgs 41/2024. La rete fisica risale al 1948, il sito al 2004, e oggi le ricevitorie sono oltre 1.500. Da quella rete viene il vantaggio pratico del marchio: prelievo istantaneo su Snai Card e incasso in contanti in ricevitoria fino a 999 €, contro i 2–3 giorni lavorativi su Visa e conto corrente. Si deposita da 5 € con PostePay o bonifico e da 10 € con carta o PayPal.
Sulla Serie A pre-match il margine si ferma al 5,5–6%, in linea con i grandi concessionari. Sui campionati minori sale al 7–8%, cioè 1,5–2 punti percentuali in più a carico di chi gioca fuori dai tornei principali. Il Gold Bonus «fino a 1.010 €» somma 10 € senza deposito con SPID e un 100% fino a 1.000 € in Real Bonus, rilasciato in quattro tranche da 250 € e vincolato a un rollover 6x su multiple di almeno tre eventi con quota singola da 1,50 in su. Pesa la reputazione: su Trustpilot il voto è intorno a 1,1 su 5 su circa 1.600 recensioni, con reclami frequenti su ritardi nell’accredito del bonus e sulla verifica documentale. Sui casi complessi la chat non copre le 24 ore.
Fondata nel 1946 con il Totocalcio, Sisal S.p.A. ha sede a Milano e fa parte del gruppo Flutter Entertainment plc di Dublino, lo stesso di FanDuel, PokerStars e Paddy Power. Le concessioni sono due, la GAD n. 16020 per le scommesse e la n. 15155 multi-gioco, entrambe confermate dal riordino. Dietro il sito stanno 45.000 punti vendita, da cui deriva una soglia d’ingresso di 1 € in ricevitoria contro i 10 € con carta o PayPal. Sul digitale contano l’integrazione SPID, fra le più fluide del mercato italiano, e la certificazione ISO 27001. L’antepost arriva fino a eventi extrasportivi come Sanremo e gli Oscar.
Con il 5,5–6,5% sulla Serie A, nella parte alta della forbice Sisal tocca insieme a Lottomatica il margine più caro fra gli otto concessionari. Il benvenuto vale fino a 350 € di Real Bonus, 100% fino a 200 € sul primo deposito più 150 € in bonus successivi, con rollover 6x su multiple a quota singola da 1,50: per sbloccarlo per intero servono 2.100 € di giocate. Le quote potenziate compaiono quasi solo per Mondiali, Europei e finali di Champions. Lo streaming copre soltanto il calcio maggiore, e il live da smartphone resta indietro rispetto a Bet365 ed Eurobet. Conviene a chi gioca pre-match, spesso al banco, e non insegue le promozioni.
Quotata a Piazza Affari, Lottomatica S.p.A. (ex IGT Lottery, sede a Roma) detiene la concessione GAD n. 16010 per le scommesse e la n. 15017 multi-gioco, e nel riordino ne ha ottenute quattro tramite le controllate. Sotto lo stesso tetto stanno Goldbet, Better, Planetwin365, Totosì e Betflag, oltre a più di 40.000 punti vendita. Il palinsesto copre l’intera Serie A e oltre 40 campionati esteri, con e-sport su CS2, Dota 2 e LoL. Dichiara un payout sulla Serie A di circa il 94,4%, coerente con un margine del 5,5–6,5% sui campionati principali. I prelievi sono immediati su Lottomaticard e nei punti vendita, di 2–5 giorni lavorativi su Visa e bonifico.
L’offerta da «2.050 €» va scomposta. Il primo pezzo è un Real Bonus del 10% fino a 50 € con rollover 1x, e per ottenere i 50 € interi serve un deposito di 500 €. Il resto è un Multi Chance fino a 2.000 € con rollover 6x su quadruple a quota singola da 1,50: fino a 12.000 € di giocate, su schedine che partono da una quota minima di circa 5,06. Con la registrazione SPID il Multi Chance non chiede depositi aggiuntivi. Per accedere al bonus servono comunque almeno 20 €, e chi prova con 10 € resta escluso. Sui bonifici sotto i 50 € si paga una commissione di 1–2 €, che su un prelievo da 20 € vale il 5–10%. Fuori orario la chat non risponde.
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, con sede a Roma, è sul mercato dal 1995 e opera con la concessione GAD n. 16012. Appartiene al gruppo Entain plc di Londra, che in Italia detiene le concessioni di bwin.it e giocodigitale.it. Il suo punto forte è la profondità: oltre 5.500 mercati per singola partita nei grandi eventi come i Mondiali 2026, più di 50 campionati di calcio, tennis su tutti i circuiti ATP, WTA e ITF. Lo streaming su calcio, tennis e basket supera la media dei concessionari. Grazie all’infrastruttura condivisa con Ladbrokes e Coral, il margine del 5–6% sulla Serie A resta competitivo sui campionati minori.
Il benvenuto parte da 42 € senza deposito, 37 € con SPID più 5 € con codice, e prosegue con un bonus fino a 1.000 € sul primo deposito con moltiplicatore fino al 354%, raggiungibile solo sulle multiple qualificate. Sui prelievi Eurobet è il concessionario più lento su carta. Visa richiede 2–10 giorni lavorativi, con limiti da 5 € a 4.000 € per transazione. PayPal paga invece in 24–48 ore. Alcuni utenti segnalano verifiche KYC lente con documenti non italiani. Per chi costruisce multiple pre-match sul palinsesto più profondo fra i bookmaker legali in Italia, l’attesa sul prelievo è il prezzo da mettere in conto.
Goldbet fa capo a GBO Italy S.p.A., con sede a Bolzano e parte del gruppo Lottomatica, e opera con la concessione GAD n. 16017. Nato come Match Point sulla rete fisica nel 2001, è online dal 2011 e punta sul prezzo: margine del 5–5,5% sulla Serie A, fra i più bassi dei concessionari, con quote NBA e tennis mediamente più alte di quelle di Snai. Bastano 2 € con voucher OnShop o Lottomaticard per depositare, 5 € con PostePay, 10 € con carta. Grazie alla sinergia con la rete Better, il prelievo è immediato sui voucher d’agenzia e in contanti arriva fino a 999 € in ricevitoria. Su Visa servono 2–5 giorni lavorativi.
Il pacchetto di benvenuto si attiva con almeno 20 € e mette insieme tre componenti. Ai 50 € sul primo deposito si somma un rimborso settimanale del 50% delle perdite con tetto di 10 € a settimana per 10 settimane, quindi al massimo 100 € in tutto. Chiude un Multi Chance fino a 2.000 € con rollover 6x su quadruple a quota singola da 1,50. Manca la registrazione con SPID o CIE, che presso altri concessionari sblocca i bonus senza deposito. Secondo le segnalazioni, l’app per iPhone è meno curata di quella Android. Sul solo margine resta una scelta solida per chi gioca molto basket e calcio minore.
Betflag S.p.A., con sede a Roma, conserva una concessione autonoma, la GAD n. 16008, pur essendo entrata nell’orbita del gruppo Lottomatica con l’acquisizione del 2023. Attiva dal 2004 sulla rete fisica e dal 2009 online, ha fra le soglie più basse del circuito: deposito da 1 € con Ricarica Betflag, da 5 € con carta fino a 5.000 € per transazione, puntata minima di 1 €. Il prelievo su Visa è immediato, caratteristica rara fra le piattaforme italiane, però vale solo sulla carta già usata per almeno un deposito. Su bonifico servono 3–5 giorni. Il margine sulla Serie A è del 5,8–6,2%, con payout dichiarato del 94,14%.
L’argomento forte di Betflag è il bonus: fino a 1.015 €, ossia 15 € senza deposito con SPID più il 100% fino a 1.000 € su un primo deposito di almeno 10 €, con rollover 1x su multiple a quota singola da 1,50. A parità di cifra, la distanza dal 6x di Snai diventa concreta appena si conta il volume di gioco.
Con un primo deposito da 1.000 €, Betflag e Snai accreditano lo stesso bonus da 1.000 €, Snai in quattro tranche da 250 €. Il rollover 1x di Betflag richiede 1.000 € di giocate, il 6x di Snai ne richiede 6.000 €.
Con schedine da 10 €, il rollover 1x si chiude in 100 giocate e il 6x in 600.
Betflag accetta multiple a quota singola da 1,50: una doppia vale almeno 1,50 × 1,50 = 2,25. Snai esige almeno tre eventi, per cui la quota minima sale a 1,50 × 1,50 × 1,50, circa 3,38.
Con il margine più alto di Betflag (6,2%) e il più basso di Snai (5,5%), ogni evento Betflag restituisce in media 1 diviso 1,062, il 94,2%, e una doppia l’88,7%: su 1.000 € la perdita attesa è di circa 113 €. Ogni evento Snai restituisce il 94,8% e una tripla l’85,2%, per una perdita attesa di circa 890 € su 6.000 €.
Pur partendo da ipotesi favorevoli a Snai, il suo bonus costa in media l’89% di quanto vale, contro l’11% circa di quello Betflag. Il resto dell’offerta Betflag convince meno. Il palinsesto è meno profondo di quelli di Eurobet e Bet365, la chat non è attiva h24 e le quote potenziate della sezione «Betflag Boost» non compensano la minore scelta di mercati. Il bonus resta comunque il più facile da trasformare in denaro prelevabile.
Bet365 Group Ltd, di Stoke-on-Trent, opera in Italia dal 2015 tramite Bet365 Italia S.r.l., con la concessione GAD n. 16030. Sul prezzo è il concessionario più aggressivo: margine del 4,5–5,5% sulla Serie A pre-match, fino a due punti percentuali sotto la parte alta di Sisal e Lottomatica. Lo streaming conta oltre 140.000 eventi l’anno a livello globale, molti visibili sul .it. Le funzioni in corsa, cioè Edit Bet, In-Play Editor e cash out parziale, sono le più mature del circuito. Si entra con 5 € e si punta da 0,10 €. I prelievi arrivano in 24 ore su carta, subito su Skrill e Neteller, in 2–3 giorni su bonifico.
Di bonus di benvenuto non c’è traccia. Bet365 lo motiva con il divieto di pubblicità dei bonus del Decreto Dignità del 2018, e le promozioni compaiono solo a conto aperto. Più serio è il trattamento di chi vince: ai giocatori profittevoli l’operatore abbassa le puntate massime, una pratica di limitazione delle puntate nota nel settore. Senza una rete di ricevitorie in Italia, l’incasso in contanti non esiste. Conviene a chi gioca live e cerca la quota migliore, finché i risultati non attirano l’attenzione dell’operatore.
Betfair Italia S.r.l., con sede a Milano e attiva in Italia dal 2014, appartiene al gruppo Flutter, lo stesso di Sisal, PokerStars e FanDuel, e opera con una concessione GAD dedicata. Accanto al bookmaker tradizionale, con margine del 5–6% sulla Serie A, gestisce l’unico betting exchange legale sotto ADM: una borsa in cui gli utenti puntano e bancano gli uni contro gli altri con la funzione «Punta e Banca», e l’operatore trattiene una commissione del 2–5% solo sulle vincite nette. L’exchange è profondo su Serie A, Champions, Wimbledon e Grand Slam, e la puntata minima scende a 1 € contro i 2 € del bookmaker. I depositi partono da 5 € con carta, Skrill o Neteller. I prelievi richiedono 24–48 ore su e-wallet, 2–4 giorni su Visa.
Con un margine «praticamente zero» sull’exchange, il costo si sposta sulla commissione: su una vincita netta di 100 € se ne lasciano 2–5, e le scommesse perse non pagano nulla all’operatore. Per chi cerca prezzi bassi restando nel circuito ADM, è l’alternativa legale ai siti senza concessione. Il benvenuto è modesto, 50 € in freebet con un deposito di 10 € secondo la promo attiva, con cashback separati sull’exchange. Servono tempo e pratica. L’interfaccia dell’exchange è più complessa di quella di un bookmaker tradizionale, e la liquidità si assottiglia sui mercati minori come il basket fuori dall’Eurolega e il tennis ITF.
22Bet non ha concessione ADM: opera con licenza Curaçao eGaming n. 8048/JAZ2017-067 e fa capo a TechSolutions Group N.V., la holding di Curaçao che controlla 20Bet, 22Casino e Bizzo Casino. Attivo dal 2017, dichiara un margine del 2,1% sul calcio di vertice e del 3–4% sui campionati minori, contro il 4,5–6,5% dei concessionari sulla Serie A. Copre più di 60 discipline, oltre 10.000 mercati per i grandi match e un palinsesto e-sport fra i più profondi disponibili in italiano. Si deposita da 1 € (1,50 € in cripto), si punta da 0,20 € e si preleva in 15 minuti–24 ore su e-wallet e cripto.
Quel margine si paga con tutto il resto. Manca qualsiasi tutela del regolatore italiano, non c’è ricorso al giudice italiano in caso di dispute e non esiste accesso al RUA, per cui l’autoescluso ADM può registrarsi liberamente. Il dominio è spesso oscurato dai provider italiani: raggiungerlo può richiedere una VPN, il che significa aggirare un blocco disposto in Italia. Le vincite vanno dichiarate dal giocatore come redditi diversi ex art. 67 TUIR. Il bonus del 100% fino a 122 € impone un rollover 5x su multiple di almeno tre eventi a quota singola da 1,40, pari a 610 € di giocate su schedine da quota minima di circa 2,74.
Della stessa TechSolutions Group N.V., 20Bet opera con licenza Curaçao eGaming n. 8048/JAZ, rilasciata dal governo di Curaçao, senza concessione ADM. Online dal 2020, ha un’interfaccia pensata per giocatori esperti e lavora sia in cripto sia in valuta tradizionale. Il deposito parte da 1 € in cripto e da 10 € con carta o e-wallet. Su cripto il prelievo arriva in 15 minuti, su e-wallet in 24–48 ore, su Visa in 3–5 giorni. La puntata minima è di 0,30 €, il margine sulla Serie A del 4–5%.
Proprio quel margine toglie senso all’uscita dal circuito. Il 4–5% di 20Bet si sovrappone al 4,5–5,5% di Bet365: rispetto a un concessionario il vantaggio di prezzo è di mezzo punto percentuale, in cambio della perdita di ogni tutela del regolatore italiano. Le dispute si risolvono solo nella giurisdizione di Curaçao, con tempi lunghi. Resta a carico del giocatore l’obbligo di dichiarare le vincite, e il dominio può essere oscurato dai provider italiani. Il bonus del 100% fino a 100 € ripete le condizioni di 22Bet, rollover 5x su multiple di almeno tre eventi a quota singola da 1,40, per 500 € di giocate e un tetto inferiore di 22 €.

Quel mezzo punto di margine ha un costo che non si misura in quote. Sulle app di scommesse legali in Italia l’autoesclusione passa per il RUA, l’elenco unico degli autoesclusi: una sola richiesta chiude l’accesso a tutti i 46 concessionari ADM, senza dover contattare un bookmaker alla volta. Chi si esclude su Snai non trova la porta aperta su Sisal, Eurobet o Bet365. Lo stesso vale per i marchi di uno stesso gruppo, come Goldbet e Betflag nell’orbita Lottomatica. Il blocco riguarda la persona, quindi non si aggira cambiando marchio.
Il meccanismo presuppone che dietro ogni conto ci sia un’identità verificata, e le app dei concessionari sono costruite di conseguenza. Snai integra la registrazione con SPID direttamente nell’app. Sisal offre una delle integrazioni SPID più fluide del mercato italiano, mentre Lottomatica usa il riconoscimento biometrico sia per l’accesso sia per la conferma dei prelievi. Non tutti seguono la stessa strada. Goldbet, per esempio, non consente la registrazione con SPID o CIE, ma come concessionario resta soggetta al registro esattamente come gli altri.
Fuori dal circuito il RUA non ha alcun effetto. Nessun obbligo lega 22Bet o 20Bet al registro italiano, e l’autoescluso può aprire un conto su un sito Curaçao il giorno stesso in cui ha chiesto l’esclusione. Per cominciare bastano 1 € di deposito con carta su 22Bet oppure 1 € in cripto su 20Bet, con prelievi in 15 minuti sulle criptovalute. Per chi si è autoescluso perché non riusciva a fermarsi, questa rapidità è un rischio, non un servizio. Su Android 22Bet si installa tramite file APK e su iOS, in alcuni casi, via TestFlight: l’app arriva sul telefono senza passare dai canali ufficiali.
La risposta di ADM è il blocco DNS di oltre 11.000 domini, con un elenco aggiornato ogni settimana. La cifra dà la scala del fenomeno, ma l’oscuramento colpisce un indirizzo, non l’operatore. Un dominio nuovo può restare raggiungibile fino all’aggiornamento successivo dell’elenco. Gli indirizzi di 22Bet e 20Bet vengono spesso oscurati dai provider italiani, e l’accesso può richiedere una VPN. Chi aggira il blocco in questo modo non recupera nessuna delle tutele perse, si limita a raggiungere un sito su cui il registro non ha alcun potere.
La legalità non dipende dallo store. In Italia è legale solo l’app di un operatore con concessione ADM, riconoscibile dal numero GAD e dal dominio .it. Il canale di distribuzione conta poco anche nel senso opposto: 22Bet si installa su Android tramite APK e su iOS, in alcuni casi, via TestFlight.
L’offerta dei concessionari ADM va ben oltre le scommesse legali sui risultati calcistici. Tennis, basket, pallavolo, motori e ippica sono presenti nei palinsesti dei grandi operatori. Lottomatica quota gli e-sport CS2, Dota 2 e LoL, Sisal apre mercati antepost perfino su Sanremo e sugli Oscar, mentre Betfair Italia porta i tornei del Grande Slam sul betting exchange.
Fuori da quel perimetro l’offerta sembra ancora più ricca, ed è lì che nasce l’equivoco sui bookmaker non AAMS legali. Per la legge italiana la risposta è netta sul lato dell’operatore. L’art. 4 della legge 401/1989 punisce chi organizza la raccolta di scommesse senza concessione, con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Il giocatore non è il destinatario della norma. Scommettere su un sito .com non costituisce quindi reato. Questo però non rende legali i siti di scommesse stranieri: in Italia restano siti di scommesse non legali, frequentati da clienti che il codice penale lascia fuori dal processo.
La tranquillità penale ha un confine preciso. Sul piano amministrativo valgono le regole antiriciclaggio: chi movimenta somme oltre determinate soglie senza poterne giustificare l’origine rischia sanzioni. Chi incassa vincite su circuiti esteri e le riporta sul conto corrente deve quindi saperne spiegare la provenienza. 22Bet, con licenza Curaçao e senza concessione ADM, accetta Bitcoin, Ethereum, Tether, Monero e oltre 20 altre cripto. 20Bet appartiene alla stessa holding, TechSolutions Group N.V., anch’essa con licenza Curaçao e priva di concessione ADM, e aggiunge Litecoin e ricariche prepagate.
Sui siti ADM il fisco non tocca la schedina. L’imposta, pari al 24,5% sul margine dell’operatore con l’aliquota 2026, viene assolta alla fonte dal concessionario, e la vincita arriva sul conto già netta. Con 1.000 € giocati sulla Serie A a un margine del 5,5%, l’operatore trattiene in media 55 €, e di questi 13,48 € vanno all’Erario. Nessuna dichiarazione da compilare. La tassa sta già dentro la quota, e la paga chi scommette senza accorgersene.
Fuori dal circuito ADM il meccanismo si rovescia. Alla fonte non viene trattenuto nulla, e le vincite vanno dichiarate dal giocatore come redditi diversi ai sensi dell’art. 67 TUIR. Chi omette la dichiarazione rischia una sanzione dal 90% al 180% dell’imposta: per ogni 100 € di imposta non dichiarata, fra 90 € e 180 € di sanzione. È questo il conto nascosto dietro il margine del 2,1% che 22Bet applica sul calcio di primo livello. Sugli stessi 1.000 € quel margine vale 21 €, contro i 50–60 € di un concessionario al 5–6%, cioè un risparmio teorico di 29–39 €. Basta una vincita non dichiarata per cancellarlo.
Con la concessione sparisce anche il resto della tutela. Su 22Bet e 20Bet non vigila alcun regolatore italiano. Una disputa su una vincita non pagata si risolve solo nella giurisdizione di Curaçao, con tempi lunghi, e il ricorso al giudice italiano non è previsto. L’autoesclusione tramite RUA resta senza effetto, perché l’autoescluso ADM può registrarsi liberamente. Perfino il bonus, presentato come il vantaggio principale, ha condizioni da concessionario: il 100% fino a 122 € di 22Bet richiede un rollover 5x, cioè 610 € di giocate su multiple da almeno 3 eventi con quota singola 1,40, poco sotto il 6x di Snai.
Fra un sito ADM e un sito Curaçao cambiano chi vigila, chi incassa le tasse, dove si discute una controversia e quanto costa ogni scommessa.
| Aspetto | Sito ADM | Sito Curaçao |
|---|---|---|
| Tutela del regolatore | Vigilanza ADM | Nessuna tutela del regolatore italiano |
| RUA | Una richiesta blocca tutti i 46 concessionari | Nessun effetto |
| Fisco sulle vincite | 24,5% sul margine, assolto dall’operatore | Vincite da dichiarare come redditi diversi, art. 67 TUIR |
| Foro competente | Giudice italiano | Giurisdizione di Curaçao, tempi lunghi |
| Margine sul calcio | 5–6% sulla Serie A | 2,1% calcio di primo livello (22Bet), 4–5% Serie A (20Bet) |
| Accesso dall’Italia | Diretto sul dominio .it | Dominio spesso oscurato dai provider italiani |
Il margine è l’unica voce in cui il sito Curaçao vince, e lo scarto con i migliori concessionari è più stretto di quanto lasci credere la pubblicità. Bet365 sta al 4,5–5,5% sulla Serie A pre-match, Goldbet al 5–5,5%, mentre 20Bet si colloca al 4–5%. Fra Goldbet al 5% e 20Bet al 4%, su 1.000 € giocati, la differenza è di 10 €. Per quella cifra si rinuncia a regolatore, RUA, giudice italiano e ritenuta alla fonte.
No. In Italia conta soltanto la concessione ADM, e una licenza rilasciata da Malta o da Curaçao non la sostituisce. La dicitura «licenza europea» esibita in homepage non ha valore per il regolatore italiano. Contano il numero di concessione GAD e il dominio .it, due elementi che un operatore privo di concessione non può mostrare.

Chiusa la questione della licenza, resta l’argomento con cui i siti Curaçao si presentano: il prezzo. Sulla carta l’argomento regge. 22Bet dichiara un margine del 2,1% sul calcio di vertice, mentre sui grandi concessionari la Serie A pre-match costa fra il 5% e il 6,5%. Lottomatica indica un payout di circa il 94,4%, quindi trattiene 5,60 € ogni 100 € giocati. Betflag, con il 94,14%, ne trattiene 5,86 €. Ipotizzando 1.000 € di schedine in una stagione, fra il 2,1% e il 5,6% passano circa 35 € di costo teorico.
Il vantaggio si restringe appena si lascia il caso estremo. 20Bet dichiara il 4–5% sulla Serie A, e Bet365, concessionario ADM, sta fra il 4,5% e il 5,5%. Lo scarto è di mezzo punto percentuale, cioè 5 € su 1.000 € giocati. Per quei 5 € si rinuncia al regolatore italiano, all’autoesclusione unica e al giudice nazionale. Goldbet si ferma al 5–5,5%, fra i valori più bassi del circuito legale. Chi sceglie Bet365 accetta però due condizioni: nessun bonus di benvenuto visibile e limiti di puntata più bassi per chi vince con costanza. Su Goldbet la registrazione con SPID o CIE non è prevista.
Senza uscire dal circuito esiste una strada strutturalmente diversa. Il betting exchange di Betfair Italia, l’unico legale sotto ADM, non carica un margine sulle quote: la commissione, fra il 2% e il 5%, si applica solo alle vincite nette, e chi perde la scommessa non la paga. La copertura è profonda su Serie A, Champions e tornei del Grande Slam. Il limite sta nella liquidità, scarsa sui mercati minori come il basket fuori dall’Eurolega o il tennis ITF, e in un’interfaccia che richiede tempo per essere padroneggiata.
Il risparmio sul margine si misura in decine di euro. Il rischio fiscale, invece, si misura in percentuali dell’imposta. Sui siti ADM la tassazione è assolta alla fonte e la vincita arriva netta. Sui siti Curaçao le vincite vanno dichiarate come redditi diversi, e chi omette la dichiarazione rischia sanzioni fra il 90% e il 180% dell’imposta dovuta. Una disputa con 20Bet passa per la giurisdizione di Curaçao, con tempi lunghi, mentre con 22Bet il ricorso al giudice italiano è escluso.
Anche il circuito legale ha difetti concreti. Snai ha un punteggio Trustpilot di circa 1,1 su 5, calcolato su circa 1.600 recensioni, con reclami frequenti sui ritardi nell’accredito del bonus e sulla verifica documentale. Lottomatica applica una commissione di 1–2 € sui bonifici sotto i 50 €. Il rollover 6x, su un bonus da 1.000 €, impone 6.000 € di volume, e il margine lavora su ogni euro di quel volume. Contro un concessionario, però, un reclamo trova un regolatore e un tribunale italiani a cui rivolgersi.
Per chi fatica a fermarsi, i conti sul margine pesano poco. Una sola richiesta al RUA chiude l’accesso a tutti i 46 concessionari, e ogni operatore ADM deve applicare limiti di deposito personalizzati. Un sito Curaçao accetta l’iscrizione dell’autoescluso il giorno stesso, su 22Bet con un deposito minimo di 1 €. Lì il freno manca. Quei 35 € di margine risparmiato in una stagione non comprano nessuna protezione equivalente.